Come comunicare il progetto per una nuova ciclovia? Pedalando ovviamente! È quanto ha fatto il gruppo di ricerca del Dipartimento Dastu del Politecnico di Milano che, dal 2010, promuove la realizzazione di una pista ciclabile lungo il Po. Una via che passa per quattro regioni e che unisce il Nord Italia. Un viaggio lento, che in sella ad una bici ci porta a riscoprire luoghi inaspettati e dalla comune bellezza di cui troppo spesso ci siamo dimenticati. Un’impresa ciclistica? No, un’impresa culturale. È così che amano descriverla i suoi ideatori, quali il docente Paolo Pileri, Alessandro Giacomel, Diana Giudici e il loro team; stiamo parlando di VENTO, il progetto di una dorsale cicloturistica di circa 630 km che lega due grandi città poste agli estremi del percorso, da cui prende il nome: Venezia e Torino.

Paesaggi, colori, odori e culture diverse legate tra loro da un filo comune, il fiume, fiume che le attraversa e in qualche modo unisce; dal Monviso all’Adriatico ci sono un mondo e una storia da scoprire ricchi di beni culturali e ambientali, che solo un viaggio lento come quello in bicicletta può farci conoscere. VENTO è un progetto che racchiude tutto questo e anche molto di più, ed è questo il messaggio che VENTO Bici Tour porta con sé dal 2013.

L’intento dei suoi ideatori è quello di dimostrare la fattibilità del progetto perché in parte è già realtà; parlare di questa idea e farlo di persona, mettendoci non solo la faccia, ma tutto il corpo e pedalata dopo pedalata raggiungere cittadini, istituzioni, politici, imprenditori locali e associazioni, per spiegare loro le potenzialità di questa infrastruttura leggera. Perché le grandi infrastrutture non sono solo strade, ferrovie, porti e aeroporti; le grandi ciclovie sono un’occasione di sviluppo, di uno sviluppo sostenibile e condiviso, capace di rilanciare l’economia di un paese. Non per niente la tematica del lavoro è argomento ricorrente negli eventi realizzati lungo il tour, proprio perché VENTO, paragonabile alle più grandi ciclabili europee, porta con sé non solo il rilancio dell’economia delle aree attraversate, ma anche nuovi posti di lavoro e un indotto annuale considerevole; un’economia verde dunque, ad un costo di realizzazione pari a quello di pochi chilometri di autostrada, ma a zero consumo di suolo perché sfrutta le risorse che già esistono sul territorio.

Sono trascorsi più di tre anni dalla data del primo tour e pare proprio che il team del Politecnico di Milano abbia avuto successo: ad oggi hanno aderito al progetto più di 300 tra associazioni e istituzioni (tra le quali regioni, province, comuni e parchi) e più di 4000 cittadini.

I tre progettisti non si sono fermati al tour e nel 2015 hanno scritto un libro: “VENTO – La rivoluzione leggera a colpi di pedale e paesaggio”, inoltre dal 2014 con: “Vento. L’Italia in bicicletta lungo il fiume Po”, diretto da Paolo Casalis, Pino Pace e Stefano Scarafia, il viaggio è anche un film che narra dei giorni passati tra pedali, città, natura e persone incontrate lungo il percorso.

Non resta che attendere dunque le novità per il tour del 2017, che saranno pubblicate sul sito del progetto, e guardare al futuro con una speranza in più, in quanto alcuni passi sono già stati fatti: la Legge di stabilità del 2016 ha stanziato 90 milioni di euro per lo sviluppo del Sistema nazionale di ciclovie turistiche e quella del 2017 altri 80 milioni, sicuramente un bel traguardo per questi sognatori e per tutte quelle persone che ne condividono l’idea, sensibili ad una cultura della sostenibilità e della bicicletta.

Simona La Barbera