Codice meccanografico TOCF01600C

I luoghi di lavoro, le scuole e i centri di formazione professionale sono costantemente messi alla prova dai cambiamenti nel modo in cui apprendiamo e lavoriamo. Penso che i centri come il nostro, i “fornitori di formazione”, come i datori di lavoro, siano minacciati dalla velocità dell’innovazione. Per entrambi i settori, la velocità è un fattore più impegnativo della digitalizzazione, dell’analisi dei big data, dell’internet delle cose e della robotica avanzata. Questi sviluppi sono visibili e gestibili. Ma la velocità del cambiamento non lo è. La necessità che i settori della formazione e dell’occupazione uniscano le forze è oggi più che mai cruciale.
A partire dai dati statistici del sondaggio europeo sulle competenze e sull’occupazione del Cedefop (http://www.cedefop.europa.eu/en/publications-and-resources/publications/9121) mi sembra emergere in modo evidente che per prevenire la disoccupazione dovuta all’evoluzione tecnologica sia necessario un giusto mix di alcuni elementi chiave: competenze digitali e trasversali, una migliore conoscenza del mercato del lavoro ed un orientamento alla professione , riqualificazione di adulti poco qualificati e disoccupati e soprattutto una formazione che si adatta allo sviluppo personale e professionale allo stesso tempo.
La creazione, la trasformazione e la sostituzione di posti di lavoro sottolineati dal Cedefop nella sua nota informativa su persone, macchine, robot e competenze, completano la previsione dell’OCSE nella quale si prevedono nel prossimo futuro il 9% dei posti di lavoro sfollati, il 70% delle attività automatizzate e il 25% dei posti di lavoro trasformati.
Questi dati ci invitano ad un cambiamento del nostro stile di formazione che deve passare da un approccio basato sulla conoscenza, che ha dominato il nostro sistema educativo per oltre 200 anni, verso nuovi sistemi basati sull’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze che possano aiutare i giovani e gli adulti a competere con le macchine e garantire posti di lavoro che le macchine non potranno eseguire in modo ripetitivo.
E’ giunto il tempo in cui anche i luoghi di lavoro diventino ambienti di apprendimento, il che implica che i fornitori di formazione dedichino più tempo all’industria e ai datori di lavoro per impegnarsi in politiche di istruzione e formazione e progettazione del curriculum in modo condiviso. Questa è la nostra sfida.
Se riusciremo a costruire un ponte tra i due settori sarà altrettanto indispensabile garantire che il traffico su questo ponte possa andare in entrambe le direzioni. Un fattore importante che determinerà il successo di questo approccio di avvicinamento e convergenza continua tra soggetti formativi ed imprese, sarà l’orientamento che dovrà cambiare il suo focus dall’orientamento scolastico all’orientamento alla professione.

Marco Muzzarelli